I GIARDINI DI MARZO
(Mogol - L. Battisti)

Il carretto passava e quell'uomo gridava "gelati"
al 21 del mese i nostri soldi erano già finiti
io pensavo a mia madre e rivedevo i suoi vestiti
il più bello era nero, coi fiori
non ancora appassiti.

All'uscita di scuola i ragazzi vendevano libri
io restavo a guardarli cercando il coraggio per imitarli
poi sconfitta tornavo a giocar con la mente e i suoi tarli
e la sera al telefono tu mi chiedevi
perché non parli.

Che anno è
che giorno è
questo è il tempo di vivere con te
le mie mani come vedi non tremano più
e ho nell'anima
in fondo all'anima

coro:cieli immensi,
e immenso amore
e poi ancora, ancora amore, amor per te

fiumi azzurri e colline, e praterie
dove corrono dolcissime le mie malinconie,
l'universo trova spazio dentro me...
ma il coraggio di vivere
quello ancora non c'è.


...

 


Il testo è rigorosamente quello cantato dal vivo

 

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