Distacco

La rinuncia al mondo materiale non è la
soluzione.
Non lo è qualsiasi rinuncia a qualsiasi mondo.
La nostra natura è duale e va percorsa
nel suo essere duale. Anche se riuscissimo
ad annullare i nostri contatti e a produrre
un continuo stato di quiete meditativa non
potremmo non essere soddisfatti. Il continuo
bisogno di spiritualità deve essere armonizzato
con la nostra profonda vocazione per la
vita sociale. La nostra natura contempla
lo scambio e la dimensione collettiva
e la lealtà verso il sè impone di non
frustrare tali attitudini. Tuttavia, in
alcuni momenti è opportuno operare il
distacco: un'azione finita che si pone
fra due momenti di intensa operosità,
che ci separa da qualsiasi contesto.
Nel distacco i nostri occhi si dilatano
e ogni cosa appare nelle sue dimensioni
reali. L'illusorietà si rivela e il nostro
ruolo diviene chiaro. Distacco è consapevolezza,
conoscenza. La pratica del distacco implica
il comprendere i fenomeni come sono realmente.
Veicolo del distacco è la meditazione.
La dinamica del quotidiano impone intensi
cicli di condivisione e convivenza. Sarà
comunque opportuno organizzare il nostro
tempo perchè tutto sia ciclizzato. Se
sapremo concederci il silenzio, faremo
della parola un nostro alleato. Se
conosceremo il distacco, apprezzeremo
l'importanza del contatto con gli altri.
(Miao Yin)

 

 
  

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