Mina in una foto degli anni '60 (LaPresse)

Mina in una foto degli anni '60 (LaPresse)

17 marzo 2010
Il Messaggero
Mina, quando un mito si celebra ogni giorno ( Pino Daniele
)


Quando iniziava l'era dell'apparire, lei decise di essere la Signora che spariva, tutta voce e niente immagine, alimentando il mito certo, ma l'arte di mito si nutre. Settant'anni il 25 marzo, ma i miti si celebrano ogni giorno e le voci cantano ogni giorno. Non hanno bisogno di torte con candeline se, come quella di Mina e di pochi altri, trascendono nazionalità, culture, lingue. Come Lucio Battisti, come Salinger, lei è rimasta al centro dell'immaginario collettivo evaporando, mentre in tanti cercavano di sottolineare la propria ostinata, invisibile presenza.
La voce, strepitosa, agile, da musicista-cantante, capace di far suonare le parole, di far parlare le note. L'intuito nella scelta dei repertori, senza problemi se fossero “alti” o “bassi”, termini sempre più senza senso.
La presenza scenica: di Lucio Battisti non ricorderemo straordinarie prestazioni dal vivo, di lei sì, padrona della tv in bianco e nero, al fianco di Totò, Sordi, Gaber, Mastroianni, le Kessler, la Carrà.

Musica oltre l'apparenza, talento straordinario alla ricerca di una vita normale, anzi normalissima, che le ha permesso di scegliere le canzoni che davvero voleva cantare: ho avuto il privilegio di vedere selezionate anche le mie ‘Napule è' e ‘Je sto vicino a te', per di più in magnifica compagnia: di classici napoletani e perle di quella che un tempo sognavamo essere la nuova Napoli. Mina voce d'Italia, ancora oggi, in piena era dei talento show e del telefoto che promuove a star ragazzini e boccia cantanti con decenni di carriera alle spalle, è il simbolo di un Paese che forse non la merita.

La sua ironia, la sua dignità, la sua indolente libertà, il suo silenzio parlano più di mille urlate opinioni da talk show che non dicono niente. Tanti auguri, Nostra Signora della Canzone. Se non fossi esistita, non saremmo stati capaci di inventarti.( Pino Daniele)

La cantante compirà 70 anni il 25 marzo

Mina: il mito, il compleanno e l'invadente assenza
La scelta estrema della sparizione. E la Voce resta fuori dal degrado

L'invadente assenza. Come Greta Garbo, come J. D. Salinger, come Carlos Castaneda, come Lucio Battisti, come Thomas Pynchon, un giorno anche Mina decide di sparire, di ritirarsi dalla scena, di cominciare a coltivare il mito della diva invisibile.

C'è anche una data per celebrare la sparizione: è il 23 agosto 1978 . Mina tiene un concerto a Bussola domani. Canta «L'importante è finire », una canzone piena di passione e di ambiguità sessuale scritta da Malgioglio e Anelli e regolarmente censurata dalla Rai: «Adesso/ Arriva lui/ Apre piano la porta/ Poi si butta sul letto/ E poi e poi...». Poi il finire diventa venire, secondo una leggenda versiliana. Ma un brutta broncopolmonite virale mette fine a quel concerto. Mina saluta e «sparisce» in Svizzera (vi abitava già dal 1966). Arriva un momento in cui certe star, che hanno costruito le loro fortune anche sull'immagine, entrano in crisi quando il loro volto non corrisponde più a quello dei loro successi. È il motivo più ricorrente ma non è detto che sia quello che ha spinto Mina a prendere una decisione così estrema.

«Aveva paura di fronteggiare il pubblico» (Don Lurio, il coreografo), «Quando era a dieta era intrattabile. Mangiare come voleva era uno dei diritti che le venivano negati, assieme alla sua privacy» (Augusto Martelli, l'ex compagno), «Ha attraversato dolori e delusioni, ma ne è sempre uscita più forte, dentro e fuori, a 130 o a 60 chili» (Benedetta Mazzini, la figlia): non importa quali siano stati i motivi che l'hanno spinta all'isolamento, tanto isolamento non è mai stato. Anzi, proprio la lontananza le ha permesso di colmare a piacimento un grande vuoto e di coltivare in vita alcune attitudini del mito che, di norma, si scatenano quando uno non c'è più.

Mina non è mai stata così presente da quando è assente, così invadente da quando è in esilio visivo. Non passa giorno che non si parli di lei: Interprete sublime, Icona materna dell'universo gay, Compagna di duetti memorabili, pungente Editorialista, Donna fatale, Cielo in una stanza, sempre e comunque Baby Gate.

La sparizione, in realtà, ha un'origine ben più complessa. Forte della sua vocalità, nell'era in cui tutti ambiscono apparire, ha preferito dissolversi, non frequentare più le forme degradate degli studi televisivi, affinare la fisionomia auditiva. L'abbandono delle scene, dunque, non è motivato da un ascetico sgomento ma da un calcolo ardito. L'asceta, normalmente, si ritira per mortificare la carne. Mina invece ha preferito annichilire la sua immagine. Ha rinunciato all'onore della visibilità non per punire il Corpo ma per fortificare lo Spirito. Solo così poteva raggiungere la condizione di simulacro, di Voce che può fare a meno del Volto. Il segreto è stato svelato un giorno dal grande Totò: «Quell'anima lunga che sembra un contrabbasso con tutte le corde a posto, quelle carni bianche da gelato alla crema, quella creatura recita poco e male, ride al momento sbagliato, coprendosi la bocca con la mano. Ma se si spengono le luci e lei comincia a cantare, da quella voce escono grandi palcoscenici, pianto e risate». Mina appare per la prima volta in tv nel 1959 presentando al «Musichiere» e a «Lascia o raddoppia? » la sua versione urlata di «Nessuno». Nel 1961, insieme con le gemelle Kessler, conduce «Studio Uno» e canta la sigla finale «Sabato notte». Nell'autunno del 1962 scoppia il «caso Mina»: in attesa del figlio Massimiliano senza essere sposata, viene allontanata dalla Rai (altro che Aldo Busi!). Nel 1964, uscita dalla «quarantena», appare nel programma «La fiera dei sogni» e poi ancora a «Teatro 10». L'anno seguente, è l'incontrastata mattatrice di «Studio uno» con Lelio Luttazzi, Luciano Salce, Milly e le gemelle Kessler; la sigla finale è «Soli». Nel 1968 è protagonista di una indimenticabile edizione di «Canzonissima» in compagnia di Paolo Panelli e Walter Chiari, dove dimostra le sue qualità di show girl; la sigla finale è «Vorrei che fosse amore». L'ultimo show di Mina risale al 1974: «Milleluci» con Raffaella Carrà, sigla del programma «Non gioco più»; quattro anni dopo, l'addio alla Bussola.

Ebbene, questi frammenti circolano ogni giorno, ritornano in eterno. Ogni lacerto tenta di apporre il proprio sigillo, di riscrivere Mina a propria immagine e somiglianza; di fatto si accontenta di alimentare quel piccolo mistero che è l'assenza presente di Mina. L'icona ricorda Mina e le assomiglia; nel suoi molti Volti e nella sua unica Voce si concentra l'enigma dell'assenza presente (del soggetto), della presenza assente (del senso). La sua genialità istintiva, sempre sospesa fra la trasgressione e il perbenismo, le ha permesso più esistenze contemporanee: con la radio, con i dischi, con le copertine dei dischi, con le sigle, con la tv, con gli editoriali in prima pagina e le risposte alle lettere in ultima, con il Web. Nella pienezza trascinante della virtualità. ( Aldo Grasso )dal Corriere della Sera del 21 marzo 2010

70 candeline per Mina

Milioni di fan, tv, radio e case discografiche festeggiano la Tigre di Cremona.
Ma lei resta nel suo castello dorato...

Sabato 25 marzo milioni di fan festeggiano il settantesimo compleanno di Mina , all'anagrafe Mina Anna Mazzini, la più bella voce femminile -inconfondibile- che l'Italia abbia regalato al mondo.

E' dal 1978 , anno in cui decise di "fuggire" in Svizzera, che la Tigre di Cremona, come venne ribattezzata da Natalia Aspesi, non si mostra più in pubblico: bandite conferenze stampa, apparizioni televisive, concerti e simili. Una scelta ferma, su cui non arrivano cenni di ripensamento. Nonostante c'è chi pagherebbe oro per riportarla sul palco (guadagnandoci sicuramente una bella sommetta, oltre alla soddisfazione di essere riuscito nell'impresa) e il quasi-appello del suo amico Adriano Celentano che, pur centellinando la sua presenza (a volte per scelta propria, a volte di altri), ogni tanto ci regala un'apparizione condita da pensieri filosofici.
«Buon compleanno sorella! Mi sa che prima o poi faremo ancora un bel casino!» -queste le parole dell'ex- molleggiato.

Intanto lei, protetta da occhi indiscreti nel suo castello dorato, pur non mostrandosi, non ci tiene a digiuno della sua voce.
Per festeggiare il compleanno, Mina, a meno di un anno di distanza da "Facile" (ottobre 2009), si/ci regala un album di inediti in uscita il 14 maggio prossimo.
Non sono stati ancora resi noti né il titolo né i brani del nuovo cd che probabilmente conterrà una canzone, scritta a quattro mani da Cristiano Malgioglio e dallo scrittore Aldo Busi , di cui si è parlato molto in questi giorni a causa del suo allontanamento dall'Isola 7 e da tutti i programmi Rai.
«Si chiama 'L'amore trasparente' - aveva dichiarato Malgioglio- Un brano struggente che Aldo Busi mi ha dato qualche anno fa. Voglio regalarlo a Mina il giorno del suo 70esimo compleanno con la speranza che lo includa nel suo album».

Sempre il 14 maggio, la casa discografica Sony pubblica i 14 album in vinile di Mina (dal 1994 al 2007), tutti disponibili in versione picture disc (cd con stampa illustrata). Ecco i titoli: "Canarino Mannaro", "Pappa di Latte", "Cremona", "Napoli", "Leggera", "Olio", "Mina n.0", "Sconcerto", "Veleno", "Napoli 2° estratto", "Bula Bula", "L'Allieva", "Todavia" e "Facile".
Un omaggio, sentito e dovuto, a questa strepitosa cantante che , tra l'altro, a partire dal 21 marzo "torna in tv" con il nuovo spot della Barilla per cui interpreta la celebre canzone di Domenico Modugno "Nel blu dipinto di blu".

Il settantesimo compleanno di Mina diventa inevitabilmente occasione per discutere animatamente sulla sua scelta di ritirarsi in esilio a Lugano, di non apparire più in pubblico pur continuando a sfornare dischi. Dibattito aperto tra fan famosi e sconosciuti, amici e non, intellettuali e critici. C'è chi condanna apertamente il suo atteggiamento, chi lo definisce "semplice calcolo" o "marketing puro", chi la difende apertamente, chi non si sbilancia. E c'è chi continua a comprare, semplicemente, i suoi dischi.

Chissà cosa ne pensa lei, la "diva trasparente".
Molto probabilmente, come ha detto Paolo Limiti, conduttore dello speciale a lei dedicato intitolato "Minissima"(a cui ovviamente l'artista non partecipa), in onda lunedì 29 marzo su Raidue, Mina, “come è solita fare, se ne fregherà allegramente” (dal web Rossana Cacace)

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